Brindisi ha una storia antica (i primi insediamenti sono del XVI° secolo a.C.) e pare debba il suo nome alla forma dell’insenatura naturale dove si trova il porto e si affaccia la città (testa di cervo secondo il vocabolo messapico brention).
Come spesso avviene in Puglia, l’urbanizzazione recente di rara bruttezza ha circondato la città vecchia dove si possono ammirare piccole meraviglie, come la chiesa di San Giovanni al Sepolcro del XII° secolo d.C. o la piazza della Cattedrale. In una mezza giornata potete girarla tutta e rimanere sorpresi del contrasto tra l’intimità delle viuzze centrali e il grigiore massiccio dell’edilizia popolare degli anni ’60.
Se uno si ferma per qualche giorno si accorge che brindisini hanno un carattere scontroso e chiuso, pur essendo cortesi e disponibili. Con un po’ di pazienza e tempo si aprono, ma, tanto per dire una frase fatta, è gente di mare e si vede.
Sarà per questo che attraversare la strada è altamente rischioso: non ho mai visto altro posto nel quale le macchine non si fermano neanche se sei sulle strisce e ormai a metà carreggiata.
E, a proposito di mare, tra i mezzi pubblici della città c’è anche un traghettino che porta dalla città vecchia al quartiere Casale, accanto al Monumento al Marinaio d’Italia, una delle cose più brutte che mi ricordi di aver visto. Da Casale, con il bus, si raggiunge (almeno d’estate) in 10 minuti i lidi dalle parti di Punta Penna, alla fine delle piste dell’aeroporto internazionale. Bel mare, molta gente nel week-end.
Ormeggi e cose di barca
Per informazioni più precise sugli ormeggi leggetevi un portolano ufficiale, soprattutto tenendo in considerazione che è un porto con un intenso traffico commerciale. Comunque in linea di massima le possibilità di ormeggio sono quattro.
- Ormeggio di transito nella banchina di fronte alla Capitaneria di Porto, a fianco del lungomare. Gratuito, rumoroso, ma utile se si vuole fare un salto in centro e stare accanto ai mega yacht. L’unico benzinaio è lì.
- Marina di Brindisi, moderna, cara, sperduta di fronte alla città vecchia in una zona periferica, mal collegata con il centro, ma con tutti i servizi necessari per una sosta più lunga. Dicono soffra molto il maestrale.
- Lega Navale, l’ormeggio chic, vicino al vecchio villaggio dei pescatori, facilmente collegata al centro città e con i principali servizi. Adatta a tutti i venti e mari.
- Cantiere NavalBalsamo, alla fine del cosiddetto Seno di Ponente (uno dei due bracci del porto interno).
Sono rimasto ormeggiato per più di un mese a quest’ultimo che dispone di due banchine per una cinquantina di posti, con un pescaggio minimo di 3,5 m per una lunghezza massima di 60 piedi e una protezione totale da tutti venti.
Un po’ spartano per alcuni aspetti (l’unico bagno con doccia non brilla per pulizia), rumoroso la mattina (il lavoro inizia presto), si riscatta per la cortesia e lo spirito collaborativo dello storico cantiere. L’ormeggio ha un ottimo prezzo (360 euro al mese per un 44′ nel mese di agosto, compreso di acqua ed elettricità), i servizi cantieristici offerti (tra i quali un nuovissimo e incombente travel lift per alaggio e varo di barche fino ai 65′). Sono professionali anche se un po’ cari, ma, come direbbe uno dei due fratelli proprietari del cantiere, i buoni lavori si pagano.
Di certo non un posto glamour, ma se uno deve fermarsi un po’ a Brindisi, fare qualche lavoro serio urgente o lasciare la barca per qualche mese, è il posto giusto (e così la pensano i molti stranieri che la lasciano lì).
Il migliore negozio di forniture nautiche è Limongelli, vicino alla Capitaneria di Porto. Ben fornito e caro. Anche il Cantiere NavalBalsamo ha aperto da poco in Via Provinciale San Vito un negozio di forniture nautiche, con meno scelta, ma anche meno caro.
Mangiare e bere bene
Per chi ama mangiare bene, Brindisi non ha molta scelta.
L’unico ristorante degno di questo nome è Pantagruelle, in Via Salita di Ripalta 1, pieno centro. Trattoria di mare, con piatti mai banali e pesce freschissimo. Da provare gli antipasti di mare e di terra (alcune proposte fuori dal comune), le paste artigianali, l’ottimo fritto. Purtroppo la carta dei vini è rimasta al ventesimo secolo, ma in compenso il proprietario Massimo ha una passione per il whisky e lo dimostrano la trentina di bottiglie dietro la cassa, alcune da non farsi sfuggire.
Saltando a piè pari tutti gli altri ristoranti che hanno come target il turista medio e facendo quattro passi per il centro si capita in Piazza Mercato, dove oltre alla discreta pizzeria La piazzetta gestita dalla simpatica Gina, si possono trovare due pseudo bracerie alla pugliese di discreta qualità e giusto prezzo. L’una vale l’altra, tanto hanno i fornitori in comune.
A proposito di pizzeria, una molto buona è a due passi dal Cantiere NavalBalsamo (una specie di miraggio nel deserto periferico): Grano&uva, in via provinciale San Vito 179. Ottimo impasto lasciato a lievitare il giusto, ingredienti di qualità, creatività mai sopra le righe (la nuova pizza con carpaccio di angus, burrata e zest di limone ne è la dimostrazione). E se uno non ha voglia di pizza, c’è una non comune scelta di carpacci, salumi e formaggi. Anche qui la carta dei vini sembra ferma al secolo scorso, ma le poche birre sono selezionate con intelligenza.
Infine, in via Schiavone 19, si trova Cozza Nera, un fast food di poke (il piatto hawaiano) e pesce alla griglia. Se la pigrizia impera, lo portano anche a bordo. Tra tutti i poke che ho mangiato in giro, questo è certamente uno dei migliori
Last, but not least, a un centinaio di metri dal Cantiere si trova il Bar Tancredi: ha tra i migliori pasticciotti che io abbia mai assaggiato in Salento.
Per il vino, ahimè l’unica enoteca degna di questo nome, Anelli in Via Filomeno Consiglio, 6/8, a due passi da lungomare, ha un’offerta ritagliata sul profilo del turista medio da navi crociera, con vini e liquori da prime time sulle rete nazionali. L’unica cosa naturale che hanno è l’aria scazzata con la quale rispondono alle domande.
Fumare lento
La Puglia è regione di fumatori di sigaro, almeno da qualche anno.
L’ho scoperta grazie alla Cigar House di Fasano, con una ricca scelta di cubani, domenicani e nicaraguensi, tenuti con tutti i crismi… e poi uno ne approfitta per vedere la bianca Ostuni.
A Brindisi una bella scelta di cubani e qualche sparuta scatola di extracubani si trovano alla Tabaccheria Flores, in via Appia, non lontana dalla Cozza Nera di cui sopra.