Un breviario spirituale e poetico per scoprire il Mediterraneo, la sua storia, le civiltà, le coste e i porti, le leggende e la realtà.

Breviario mediterraneo di P. Matvejevic è indefinibile con le categorie comuni della classificazione dei libri. Ingabbiarlo in uno dei tanti termini che vengono in mente, breviario stesso, portolano, raccolta di racconti o di riflessioni, diario di bordo, trattato filosofico, antropologico, storico, è far torto ad esso e a noi, come se avessimo voluto resistere alla corrente che ci ha portato lungo le trecento e più pagine dell’edizione tascabile.

Perché, se si ha un’anima, non si può resistere al flusso di pensieri, riflessioni, racconti, aneddoti che si snoda tra le pagine, attingendo a pieni mani dalla cultura che arricchisce le sponde di questo mare antico alle leggende ancora sussurrate, dalle voci di uomini e donne ai conti dei mercanti che hanno fatto la fortuna o la miseria delle loro discendenze, dai libri che ne testimoniano l’importanza storica ai ricordi che impreziosiscono la memoria, dai venti che portano gli odori su opposte rive alle acque calme delle rade.

È un raccontare del Mediterraneo, ma è anche un riflettere sulla nostra condizione di uomini e navigatori, di pescatori e mendicanti, di isolani e terrafermisti, di poeti e calcolatori, di migranti ed esiliati.

Vien persino il dubbio, qua e là, che Breviario mediterraneo sia un’offerta laica di ringraziamento a quel dio che lambendo le nostre coste è riuscito a creare un’insieme di luoghi, persone, civiltà così ricco da non aver uguali in tutto il mondo.

Immergendosi nella sua prosa ricca e immaginifica, nella scoperta di radici comuni e parole simili su sponde così lontane, nel riconoscere lo stesso amore e la stessa solitudine, le stesse preghiere anche se in lingue diverse, la stessa speranza legata al mare e al destino che accomuna spesso chi resta a chi parte, ci si meraviglia che per qualcuno abbia senso guardar gli altri come se fossero stranieri e invasori.

“[Il Mediteranno] lo tradiamo accostandoci a esso da punti di vista eurocentrici, che lo considerano esclusivamente come creazione latina, romana o romanza, osservandolo da un punto di vista panellenico, pan-arabo o pansionistico, giudicandolo dalla posizione di qualsivoglia particolarismo, etnico, religioso o politico.”

Il Mediterraneo che noi solchiamo con le nostre barche o con l’immaginazione, sulle cui rive ci siam bagnati fin da piccoli, è una continua tentazione di cultura e vita a cui noi non sappiamo resistere e Predrag Matvejevic, cosmopolita viaggiatore e professore universitario, ci ha infine svelato perché.

 

 

Predrag Matvejevic

Breviario mediterraneo

2006, Milano, Garzanti

euro 18,00.

 

 

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